I FONDAMENTI DEL TRADING ONLINE  Parte 4


21 - TREND, DIREZIONALITA' E TRADING RANGE.

 

Abbiamo visto i vari tipi di traders in base al time frame ed all'orientamento operativo. Sta ad ognuno di noi decidere con quale tipo e stile di trading siamo più congeniali soprattutto in base al tempo che abbiamo a disposizione o che vogliamo dedicare.

Se hai anche un altro lavoro, io consiglio di impostare la tua operatività sul lungo periodo, analizzando gli strumenti con un grafico di base giornaliero, nei fine settimana ed alla sera, quando si ha più tempo a disposizione.

 

In linea di massima, al di là delle strategie operative, del timeframe e dello stile di trading, puoi decidere tra l'essere un trend follower od un contrariar.

Abbiamo visto che i trend follower operano seguendo i trends in atto, mentre i contrarian cercano di anticipare le inversioni.

I trend follower utilizzano indicatori di prezzo basati sulle tendenze, mentre i contrarian utilizzano di più gli oscillatori, per cercare di individuare aree di ipercomprato ed ipervenduto.

C'è una bella differenza tra le due categorie, i primi seguono un trend già in atto, i secondi cercano di anticipare.

Ricordatevi questo e ricordatevi soprattutto che i mercati non possono essere previsti da nessuno!!

 

Ecco come entrano a mercato i trend follower:

possono entrare a breakout, ovvero a rottura avvenuta delle resistenze, cioè qualdo il prezzo fa un nuovo massimo (rettangoli blu), oppure acquistando a sconto quando i prezzi calano sui supporti per poi ripartire con il trend (rettangoli rossi), come fanno gli swing traders.

 

 

A mio parere, questo è il migliore approccio ai mercati.

Primo, perchè sono i trends, ovvero la direzionalità che porta i guadagni.

 

Vero anche che, se i mercati sono in trading range, i contrarian possono trarre vantaggio dalle inversioni su supporti e resistenze dei consolidamenti, dove il prezzo si rimbalzerà come un flipper su e giù, come nel grafico qui sotto:

vedete i punti d'inversione anticipati dall'oscillatore RSI in un mercato senza un trend definito, l'RSI ci segnala quando il prezzo raggiunge aree di ipercomprato ed ipervenduto.

 

Ciò non toglie, che si possano utilizzare tecniche di entrambe le strategie in base alla condizione di mercato corrente.

Ci sono inoltre, strategie trend following che utilizzano anche gli oscillatori come filtri per entrare a mercato, ossia per identificare il timing ideale.

 

Come possiamo definire un trend?

Beh, a colpo d'occhio un grafico ci dice subito se è in atto un trend, basta vedere dove si trova il prezzo corrente alla destra del grafico rispetto ad un punto precedente sulla sinistra.

Un trend comunque è caratterizzato da massimi e minimi crescenti per un uptrend, e da massimi e minimi decrescenti per un downtrend.

 

L’analisi dei trend va sempre fatta relativamente a dati storici passati, cioè sottraendo al prezzo di chiusura di oggi, quello di N giorni fa.

Per esempio se il titolo oggi quota 50$ ed un anno fa, quotava 25$, il titolo è in deciso uptrend rispetto all’anno precedente ed ha guadagnato il 100%.

50-25 $ =+25 $ (risultato positivo)

 

Ma se tre mesi fa il titolo quotava 75, significa che ha perso il 33% in 3 mesi e quindi è in fase di deciso downtrend nell’ultimo trimestre.

50-75 $=-25 $ (risultato negativo)

Per calcolare la % di variazione di un titolo basta applicare la semplice formula:

% variazione rispetto a X = 100/quotazione X * (quotazione 0 -quotazione X) dove:

X= chiusura di N giorni prima

0= chiusura corrente

 


22 - I MERCATI FINANZIARI PRINCIPALI.

 

Esistono molti strumenti finanziari quotati nei vari mercati sui quali un trader può operare. Al di là dei prodotti e dei tipi di contratti di negoziazione ordinari o derivati, qui sotto vi presento una lista dei più importanti mercati che ho raggruppato in questo modo per semplificazione:

 

1) Azioni

2) Commodities e indici di borsa

3) Forex spot (a pronti) o a termine (forward)

4) ETP

5) Obbligazioni

 

Abbiamo già parlato ampiamente del mercato azionario.

 

Nel mercato delle commodities (materie prime), le compravendite avvengono per lo più mediante contratti derivati denominati "futures" a scadenza.Uno strumento derivato o semplicemente derivato in finanza è un contratto il cui prezzo sia basato sul valore di mercato di un altro strumento finanziario, definito sottostante (come, ad esempio, azioni, indici finanziari, valute, tassi d'interesse o anche materie prime.

Un contratto future è un accordo standard fra due parti in relazione all’acquisto e alla vendita di uno specifico ammontare di una commodity di una data qualità ad un prezzo concordato in un determinato momento futuro, in un determinato luogo, anche senza consegnare o ritirare realmente la merce.

Una delle più importanti borse di negoziazione delle commodities futures era il CBOT (Chicago board of trade) dal 2007 fuso con le borse NYMEX (energetici) e COMEX (metalli) nel CME group.

 

Gli indici di borsa sono uno strumento di analisi economica importantissimo.

Un Indice di borsa è una statistica usata per verificare i cambiamenti nel valore delle compagnie quotate in una borsa valori e quindi sono un indicatore della forza economica di un dato paese. Solitamente nella costruzione di un indice in punti, vengono considerate le compagnie a più alta capitalizzazione di un determinato mercato, come il DowJones (30), il Nasdaq (100) o lo S&P (500) per il mercato americano, oppure il FITSE mib (40) per l'Italia, il DAX tedesco (30) od il NIKKEI giapponese (225). Esistono anche gli indici dei vari settori industriali di un paese.

Un altro importante indice è il CRB (commdodity Research Bureau) dal 2005 chiamato Reuters/Jefferies CRB, rappresentativo dell'andamento del settore delle materie prime.

Anche gli indici sono tradati principlamente medianti contratti Futures.

 

Nel mercato del forex (cross valutari), per esempio la coppia EUR/USD, la parte long acquista euro vendendo dollaro al tasso di cambio attuale, mentre la controparte vende euro acquistando dollari allo stesso tasso.

Si ha quindi uno scambio di euro/dollari tra le due controparti al prezzo comune concordato durante l’apertura delle posizioni.

 

Il mercato forex è Over the Counter, cioè “non regolamentato” in quanto, non vi è un vero luogo fisico di scambio che regola le intermediazioni ed i prezzi. La liquidità è fornita direttamente dagli istituti di credito. Nonostante non sia un mercato regolamentato è la forte concorrenza tra le banche che permette al prezzo di cambio di essere sempre conveniente e trasparente, senza costi di commissione ed aperto 24 ore al giorno con quotazioni in tempo reale. Inoltre, il mercato OTC delle valute è il più grande mercato del mondo, mercato nel quale viene versata un’immensa quantità di denaro (si parla di una media di 1450 miliardi di euro giornalieri) e che risulta essere poco soggetto a manipolazioni da parte degli colossi istituzionali della finanza.

 

Oltre ai già citati grossi e piccoli speculatori, nel mercato forex, giocano un ruolo fondamentale anche le multinazionali o le società che esportano prodotti e che utilizzano il mercato del forex per coprirsi dalle svalutazioni della moneta aprendo posizioni opposte e facendo da controparti agli speculatori.

Costoro sono conosciuti come "commercials" nel COT INDEX.

 

Forex spot, significa forex "a pronti" cioè istantaneo, ed è quello che viene utilizzato normalmente dai traders retail.

Se un'azienda chiede il cambio di una data somma ad una banca per esempio da euro a dollari americani, questa lo dovrà fare entro 2 giorni lavorativi.

Forex forward significa "a termine", l’esecuzione delle operazioni stipulate avviene ad una data futura, ad un prezzo noto e con obbligo per entrambe le parti di onorare il contratto.

 

Fanno parte della famiglia degli ETP, Exchange Traded Products i:

ETF, Exchange Traded Funds.

Sono particolari tipologie di fondi d’investimento o Sicav che hanno la particolarità di comportarsi nella negoziazione come titoli azionari.

Gli ETC "Exchange Traded Commodities", strumenti finanziari derivati cartolarizzati, utilizzati per investire nel segmento delle materie prime.

Gli ETN, Exchange Traded Notes, che rappresenta una categoria di strumenti finanziari derivati cartolarizzati che replicano passivamente la performance di assets o indici riferiti a sottostanti diversi dalle materie prime (quali ad esempio valute, obbligazioni ed azioni).

 

Obbligazioni o bonds.

L’obbligazione in ambito finanziario è un titolo di debito emesso da società o enti pubblici che attribuisce al suo possessore, alla scadenza, il diritto al rimborso del capitale prestato all'emittente, più un interesse su tale somma. Un'obbligazione tipica sono ad esempio i titoli di Stato.

Scopo di un'emissione obbligazionaria (o prestito obbligazionario) è il reperimento di liquidità da parte dell'emittente.

 


23 - I CFD, CONTRACTS FOR DIFFERENCE

 

Se per i titoli quotati nelle varie borse valori si opera mediante la compravendita di ordinari titoli azionari, le materie prime e gli indici mediante contratti futures a scadenza e per il forex spot mediante contratti a pronti o a termine, orami tutti i brokers ci permettono di utilizzare una tipologia di contratti molto vantaggiosa e flessibile quali i CFD.

I Contratti per Differenza (CFD) sono un modo flessibile per fare trading sui movimenti di prezzo di strumenti come azioni, indici, commodities, valute e Titoli di Stato.

 

CFD è l’acronimo dall’inglese Contract for Difference, contratto per differenza.

Un CFD è un tipo di contratto in base al quale viene scambiata la differenza di valore di un certo asset, maturata tra il momento di sottoscrizione di un contratto e la chiusura di questo.

In pratica, i CFD, sono dei contratti che ci permettono di comprare o vendere "a margine", quindi di andare a mercato con un controvalore maggiore, i vari strumenti sopracitati che prendono il nome di "sottostante".

I CFD replicano quindi i vari sottostanti quotati nei mercati ufficiali come le azioni, gli indici, le commodities, le obbligazioni e gli ETF.

 

I CFD fanno parte degli strumenti finanziari derivati poichè il prezzo deriva dal valore di altre tipologie di strumenti d'investimento.

Anziché negoziare o scambiare fisicamente l'attività finanziaria, il CFD rappresenta un'operazione in cui due parti convengono per scambiare denaro sulla base della variazione di valore dell'attività sottostante che intercorre tra il punto in cui l'operazione viene aperta e il momento in cui la stessa viene chiusa. Una parte viene definita acquirente e l'altra viene definita venditrice. La parte acquirente realizza un guadagno nel caso in cui il valore dell'attività aumenti, e una perdita nel caso in cui tale valore diminuisca. Viceversa, la parte venditrice realizza una perdita a fronte dell'aumento del prezzo dell'attività e un guadagno se tale prezzo diminuisce.

 

I CFD sono strumenti derivati che permettono agli investitori di trarre vantaggio dal rialzo (posizione long) o dal ribasso (posizione short) del prezzo di attività finanziarie sottostanti e sono spesso usati per speculare in questo tipo di mercati.

Inoltre vengono utilizzati come copertura nei periodi in cui le azioni scendono di valore.

 

I vantaggi dei CFD sono quelli di:

poter operare a margine (di solito varia dal 5 al 20%), ossia con un potere d'acquisto maggiore rispetto al capitale posseduto;

Possibilità di operare sia in acquisto che in vendita un dato strumento ed inoltre, nel caso di cfd azionari, possedere dei CFD di un titolo non significa diventare azionista (quindi non comporta nessun diritto o dovere nei riguardi dell'azienda come ad esempio le votazioni, ecc...) ma si ha comunque diritto alla riscossione di un dividendo (in caso di acquisto) o del pagamento di esso (in caso di vendita).

Si applicano ai più importanti mercati finanziari.


24 - TIPOLOGIE DI TRADING

 

Il trading può essere essenzialmente di tre tipi:

 

1) Discrezionale, ossia, quando il trader osserva i grafici e prende decisioni operative in prima persona. Gestisce lui stesso il proprio trading al 100% in base ai propri piani, obiettivi e sistemi di trading.

La discrezionalità può essere soggetta all'emotività.

 

2) Automatico, quando lascia che l'operatività sia gestita automaticamente da programmi automatici e softwares (i famosi robot o expert advisors).

Questi robot possono essere programmati dal trader stesso oppure acquistati da aziende che producono questi sistemi.

Affidarsi a sistemi automatici elimina l'emotività e fa in modo che i sistemi operino solo a determinate condizioni.

 

3) Mirror trading.

Molto in voga negli ultimi anni, permette ai traders di operare copiando letteralmente l'operatività di traders esperti ed affermati che mettono a disposizione la loro esperienza rendendo "pubbliche" le loro transazioni in tempo reale.

 

Oltre a questo, non dimentichiamo i vari servizi a pagamento di vari traders privato ed aziende che vendono i loro segnali di trading, solitamente mediante la sottoscrizione di un abbonamento.

 

Per approfondire, vai alla sezione "Trading system".

 


25 - SISTEMA DI TRADING E STRATEGIA DI TRADING

 

Dobbiamo metterci in testa, che, un trader professionista non è giocatore d'azzardo e non entra mai a casaccio nel mercato.

Un trader professionista abbiamo detto più e più volte, deve creare le sue strategie in base alla sua indole ed al suo carattere.

Ed Seykota, considerato da molti, uno dei più grandi traders della storia moderna, una vera e propria leggenda dice che "il trucco per un trader, è quello di sviluppare un sistema con cui è compatibile".

Ciò significa che il sistema che utilizza il trader deve aderire alla sua personalità e che Il trader deve comprederlo totalmente ed in tutti i suoi aspetti. Non comprendere a fondo il proprio sistema, significa lasciare al caso i propri investimenti.

 

Il trader oltre ad avere una strategia operativa, ovvero, un piano di azione che determini l'entrata e l'uscita in un trade e la gestione della posizione, deve avere delle rigide regole di gestione del rischio e del proprio capitale.

Oltre a questo, il sistema di trading deve inglobare anche la gestione della propria mentalità, la gestione dello stress e degli stati d'animo che derivano dal trading.

 

Quindi, sistema di trading= 3 M e cioè:

 

1) metodo: strategie e tecniche operative di trading;

 

2) money management : gestione del portafoglio e del rischio;

 

3) mind management: gestione della propria emotività, dell'autocontrollo, dello stress psicologico, della propria mentalità e personalità.

 

Un sistema di trading ingloba tutte e tre queste caratteristiche.

La strategia deve avere delle precise regole di entrata, di gestione della posizione e di uscita dai trades.

Le strategie devono essere testate mediante backtest automatico (tramite una qualsiasi piattaforma che permette di fare trading automatico, come ad esempio prorealtime) o mediante uno strategy tester manuale (disponibile ad esempio nella piattaforma gratuita tradeinterceptor). Vedi il video.

Solo in questo modo capiremo se una determinata strategia sarà realmente profittevole.

 

La gestione del rischio e del portafoglio avviene mediante un adeguato position sizing ovvero un adeguato dimensionamento della posizione a mercato con:

 

1) l'utilizzo di un adeguato stop loss ossia di uno stop alle perdite per trade;

 

2) la determinazione di un adeguato ammontare del rischio per singolo trade calcolata in % sul conto totale; per esempio il 2% per trade;

 

3) l'ammontare del rischio totale in caso di più transazioni contemporanee, per esempio, un 10% sul totale del conto, ossia, essere a mercato con un massimo di 5 operazioni contemporaneamente;

 

4) diversificazione, cioè la scelta di diversi strumenti in mercati poco correlati fra loro.

A mio parere non esistono mercati completamente non correllati, ma esistono mercati poco o molto correllati, o direttamente ed inversamente correlati.

 

Per quanto riguarda la gestione della propria sfera mentale, un trader professionista forte dei risultati statistici del suo sistema (che devono essere le fondamenta della sua operatività) deve coltivare le seguenti qualità:

 

1) per prima cosa addestrarsi ad avere una disciplina di ferro nel seguire le regole del proprio sistema ed i segnali che i mercati ci forniscono con costanza: la consistenza è una chiave del successo a lungo termine.

 

2) Acquisire una mentalità da imprenditore di successo ed Il successo nel lungo termine è la chiave per sopravvivere nel mondo del trading.

 

3) Imparare ad accettare le perdite.

Tutti i traders devono affrontare strisce negative, anche i più grandi. Le perdite non possono essere evitate in nessun modo. Nessuno è infallibile.

Un singolo buon trade può sopperire ad una moltitudine di più piccoli trades negativi; considerate queste perdite come spese di gestione.

 

4) Mantenere freddezza, razionalità e lucidità anche quando le cose precipitano, ossia, continuare a seguire le regole del proprio sistema.

 

5) Vincere le paure del trading e soprattutto gestire l'avidità ed il panico, i tre sentimenti più pericolosi che possono emergere tradando.

 

6) In momenti troppo stressanti, staccare la spina e dedicarsi a qualcosa d'altro per un certo periodo, cercare di rilassarsi e di ricominciare solo quando si è pronti a seguire di nuovo il proprio piano d'azione.

 

7) Non smettere mai di studiare, ricercare e migliorare se stessi ed il proprio sistema di trading, modificando anche le regole se possono apportare migliori benefici al nostro sistema.

 

8) Focalizzarsi sulla statistica delle proprie strategie di trading:

ottimizzare i parametri dei propri sistemi facendo backtest periodici. Un sistema che ha ottenuto buoni risultati nel recente passato, è molto probabile che li abbia anche nel recente futuro.

 

9) Tradare solo quando tutti i parametri della nostra strategia sono ottimali, quindi, quando si hanno i veri segnali ed i giusti motivi per farlo.

Ci sono troppe pulsioni che ci spingono ad entrare a mercato in ogni momento! Più si rischia, meno si guadagna!

 

Non fare overtrading e trades inutili o di bassa qualità.

Cerca di individuare le vere occasioni quando si presentano, i veri affari.

I mercati sono pieni di occasioni, se non è oggi, sarà domani!

 

26 - SPREAD, PREZZO BID E PREZZO ASK

 

Oltre che dalle commissioni, il broker guadagna principlamente mediante gli spread, ossia il differenziale tra prezzo di vendita o prezzo bid (denaro), e prezzo di acquisto o prezzo ask (lettera) di un determinato sottostante.

Questi due prezzi sono i migliori prezzi offerti dal mercato in un determinato momento.

Infatti noterete che le quotazioni dei brokers quotano sempre due prezzi per ogni strumento.

Il cosiddetto best bid è il più elevato prezzo bid presente sul mercato.

Analogamente, è detto best ask il più basso prezzo ask presente sul mercato.

Il prezzo bid è quindi sempre più basso rispetto al prezzo ask.

Ogni broker applicherà il suo spread, che a sua volta può essere fisso o variabile.

 

Nel mercato forex i brokers solitamente non chiedono commissioni, ma guadagnano esclusivamente dallo spread:

Spread = bid-ask o denaro-lettera.

 

Per esempio, se il cambio EUR/USD  attualmente il nostro broker lo quota 1,1270/1,1275

significa che:

Il prezzo bid o di vendita è 1,1270

il prezzo ask di acquisto è 1,1275

Ci sono 5 pips di spread.

 

Il pip è il punto base di variazione di prezzo di un cross nel forex, ossia il più piccolo movimento che una coppia può avere ed equivale al decimillessimo del prezzo quotato per alcuni cross, mentre per altri equivale al centesimo del prezzo quotato come nel caso dei cross con lo yen giapponese (JPY) oppure di quelli col fiorino ungherese (HUF) dove per esempio:

 

Il prezzo bid o di vendita è 125,52

il prezzo ask di acquisto è 125,57

Ci sono 5 pips di spread.

 

Molti brokers forniscono anche i decimi di pips, cioè con quotazioni con 5 o 3 decimali dopo l'unità come per esempio:

1,12703 - 1,12754 = 5,1 pips di spread

oppure nel caso di JPY o HUF

125,523 - 125,576 = 5,3 pips di spread.

 


27 - RELATIVITA' NEL TRADING

 

Come qualsiasi aspetto nella vita, anche nel trading tutto è relativo e dipende da una serie di fattori importanti.

Vediamoli qui di seguito:

 

1) RILEVANZA DEI TRENDS

l’importanza e l’affidabilità di un trend è relativa al time frame di riferimento osservato dal trader.

Più è ampio il timeframe, più i movimenti di prezzo ed i trend osservati sono a più lungo termine e di conseguenza più è importante il trend corrente che si segue (cioè il trend primario).

Al contrario, più il timeframe è ridotto, più la visualizzazione della price action è ristretta ad un breve periodo e più possiamo incappare in ritracciamenti e movimenti secondari.

 

Suggerimento: mantenere sempre un grafico di riferimento con time frame più ampio, anche se si opera in timeframe brevi, in modo da essere consapevoli di come si sta muovendo veramente il mercato ed in caso decidere su quali trends operare.

 

2)DIMENSIONAMENTO DELLA POSIZIONE (POSITION SIZING).

 

Il P.S. è la quantità di lotti, contratti o azioni da acquistare o vendere in base ad un predeterminato rischio di perdita per trade.

Viene calcolato come:

Rischio /(entry-stop loss) /10.000 solo per il forex

 

A parità di rischio, maggiore è la distanza dello stop loss dall’entry, minore è la quantità di lotti tradabili.

Minore è la distanza, maggiore sarà la quantità di lotti tradabili.

 

Ne deriva che stop loss ristretti permettono di comprare più lotti, e ciò comporta un maggior incremento di profitto con il variare del prezzo e del tempo.

Per contro, stop loss più larghi permettono di comprare meno lotti, e ciò comporta un minore incremento di profitto con lo stesso variare del prezzo e del tempo.

 

Il rovescio della medaglia è che, stop loss ristretti verranno colpiti più spesso e più facilmente da correzioni e movimenti improvvisi del prezzo (whipsaws) e ciò ci butterà fuori dal mercato anzitempo.

Nella maggior parte dei casi, il prezzo riprenderà il movimento nella direzione da noi auspicata lasciandoci con l'amaro in bocca.

Questi movimenti repentini sono le cosiddette "cacce agli stop loss" fatte dagli squali istituzionali per lucrare sui retail traders, movimenti artificiali causati dalle mani forti e non spinti da reale domanda/offerta.

Al contrario, uno stop loss largo, si manterrà abbastanza lontano da queste correzioni mantenendoci in posizione.

 

Nel grafico qui sopra, il primo trade ha come entry il prezzo 11,20 € (linea blu) e come stop loss 10,80 € (linea tratteggiata rossa).

Con 100 € di rischio di perdita posso acquistare 250 azioni:

100€/(11,20-10,80)=250 azioni.

La seconda opzione di entrata invece entra ad un livello superiore, 12,00 € (linea verde) mantendendo sempre lo stop loss a 10,80.

Le azioni acquistate con questa position sizing sono pari a 83.

Se tutti e due i trades vengono chiusi a 14,30 €, il primo trade guadagnerà 775 €, cioè con un fattore di profitto (profit factory) di 7,75 od un rapporto rischio-rendimento di 1: 7,75, mentre il secondo chiuderà con 190 € ossia con un profit factory pari a 1,90 ed un rapporto R:R di 1:1,90.

 

Stop loss più ristretti saranno quindi più rischiosi e ci vorranno molti più trades per aumentare le nostre probabilità di successo, quindi dovremmo agire sulla % di rischio per singolo trade diminuendola in modo da avere più trades a disposizione: per esempio, l’1 o il 2%.

 

Stop loss più larghi saranno quindi meno rischiosi e ci vorranno meno trades per aumentare le nostre probabilità di successo in quanto entriamo in posizione più protetti, quindi dovremmo agire sulla % di rischio per trade aumentandola in modo da aumentare la % di profitto.

Per esempio adottare un rischio che va dal 3 al 5 %.

 

 

3) ENTITA' DELLE COMMISSIONI

Operare un gran numero di transazioni, soprattutto nel mercato azionario  genera un’alta quantità di commissioni.

Il mercato azionario non è consigliato per l’intraday trading, o almeno va tenuto questo aspetto in considerazione nella gestione del rischio.

I profitti generati devono essere in grado di sopperire tutte le spese di commissione.

Plus500 per esempio permette di operare con CFD azionari senza commissioni aggiuntive ma solo con lo spread.

 

4) AMPIEZZA DEGLI SPREADS

Più il timeframe su cui operiamo è ristretto più dobbiamo tenere conto dell’entità degli spread. Ad esempio se facciamo trading su base giornaliera, lo spread non avrà peso, perché è talmente piccolo rispetto al range di pips giornaliero da essere di fatto quasi nullo. Il peso dello spread comincia a sentirsi su grafici orari, ed ancor più su grafici a minuti.

Operare a scalping su cross con spread alti intaccherà le performance in modo rilevante.

 

Vediamo degli esempi con grafici eur/usd daily, 4 ore, 1 ora, 10 minuti e 1 minuto, con quotazione bid di 1,1270 e ask di 1,1275 (spread 5 pips).

La linea blu rappresenta la quotazione ask, quella rossa la quotazione bid.

Notate la differenza dello spread nei diversi time frames!

Su time frames più ampi come il giornaliero o il 4 ore, uno spread di 5 pips non risulta affatto rilevante, ma più si scende sulla scala temporale, più i pips di spread si fanno sentire! quindi, va considerato questo aspetto quando si opera su bassi timeframes!.

TIMEFRAME DAILY

TIMEFRAME 4 ORE

TIMEFRAME 1 ORA

TIMEFRAME 10 MINUTI

TIMEFRAME 1 MINUTO



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